EMILIA-ROMAGNA INNODATA: I NUMERI DELLA RICERCA E DELL'INNOVAZIONE

L'ECONOMIA DELL'EMILIA-ROMAGNA. AGGIORNAMENTO 2021

La serie Economie regionali, realizzata da Banca d'Italia, ha la finalità di presentare studi e documentazione sugli aspetti territoriali dell’economia italiana. La serie comprende i rapporti annuali e gli aggiornamenti congiunturali sull’andamento dell’economia nelle regioni italiane.

Il quadro macroeconomico
La pandemia ha innescato un forte calo del prodotto interno lordo: l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia mostra per il 2020 una caduta del PIL in termini reali del 9,4 per cento, leggermente superiore al Nord Est (-9,1) e all'Italia (-8,9).
Le autorità nazionali ed europee hanno adottato misure di sostegno in favore di famiglie, imprese e enti locali; tali interventi hanno contribuito ad attenuare l'impatto della crisi pandemica, soprattutto sul mercato del lavoro e su quello del credito.

Le imprese
Il calo del prodotto ha interessato i settori di attività economica con intensità differenti. Nell'industria ha caratterizzato tutti i comparti di specializzazione, con l'eccezione dell'alimentare e del farmaceutico; la spesa per investimenti ha registrato una decisa flessione. Nei servizi la diminuzione dei livelli di attività ha riguardato soprattutto i comparti più colpiti dalle misure restrittive, come il commercio non alimentare, il turismo e la ristorazione. Nel settore edile, interessato in misura minore dalle interruzioni delle attività, la riduzione del valore aggiunto è stata inferiore rispetto a industria e servizi.

Crescita, innovazione e digitalizzazione
Nei venti anni che hanno preceduto lo scoppio della pandemia l'Emilia-Romagna era cresciuta a un tasso medio più elevato di quello nazionale, ma inferiore rispetto a regioni europee con caratteristiche simili. Il divario di crescita sfavorevole nel confronto europeo appare riconducibile anche a una minore intensità dell'attività innovativa, sebbene l'Emilia-Romagna si collochi fra le prime regioni in Italia per numero di brevetti. Inoltre pur essendo fra i territori più virtuosi in ambito nazionale, mostra ritardi rispetto alla media UE nell'utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e, più in generale, nel livello di competenze digitali dei cittadini.

Il mercato del lavoro e le famiglie
Il calo del prodotto si è riflesso sulle ore lavorate; la riduzione dell'occupazione è stata contenuta dai provvedimenti del Governo (blocco dei licenziamenti, integrazione salariale e sostegno alle imprese). Gli occupati sono diminuiti del 2,1 per cento, un valore in linea con il dato nazionale; la riduzione ha riguardato soprattutto gli autonomi e i dipendenti a tempo determinato.
L'indebitamento delle famiglie ha rallentato, riflettendo la minore crescita del credito al consumo. I mutui sono aumentati a un tasso lievemente superiore a quello dell'anno precedente per effetto dei minori rimborsi legati alle moratorie; le nuove erogazioni sono diminuite.

Le prospettive
Per il primo trimestre dell'anno in corso l'andamento di ITER per le regioni del Nord Est suggerisce una forte attenuazione del calo tendenziale del prodotto, in linea con le altre aree del Paese. Il miglioramento della situazione sanitaria e del quadro economico internazionale hanno rafforzato le aspettative di ripresa per la seconda metà dell'anno di famiglie e imprese. Le prospettive appaiono comunque condizionate dal successo della campagna vaccinale nel contenere la pandemia, dal mantenimento delle politiche espansive e dall'avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).



DATA: 16 giugno 2021

FONTE: BANCA ITALIA

TEMA: ECONOMIA E LAVORO

TAGS: ECONOMIA