EMILIA-ROMAGNA INNODATA: I NUMERI DELLA RICERCA E DELL'INNOVAZIONE

LE RETRIBUZIONI DEI LAVORATORI DIPENDENTI IN EMILIA-ROMAGNA (2018)

La nota di sintesi curata da ART-ER analizza i dati sulle retribuzioni medie annue e i differenziali retributivi orari dei lavoratori dipendenti occupati in Emilia-Romagna.

Sulla base dei dati INPS dell’Osservatorio sui lavoratori dipendenti, nel 2018 in Emilia-Romagna il numero di lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici) con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 1.445.532 (il 9,2% del totale nazionale), con una retribuzione media di 23.357 euro (terzo valore tra le regioni, dopo Lombardia e Piemonte, al di sopra della media nazionale, pari a 21.530 euro) e una media di 249 giornate retribuite (243 in Italia).

Rispetto al 2017, il numero di lavoratori dipendenti è cresciuto del 3,2% (+2,6% a livello nazionale), la retribuzione media ha fatto segnare una leggera crescita (+0,5%, a fronte di -0,1% in Italia), sostanzialmente stabili le giornate medie retribuite (+0,1%). Nel medio periodo, rispetto al 2014, la dinamica regionale del numero di lavoratori è stata pari a +12,9% (+11,8% in Italia), mentre la retribuzione media è salita dell’1,4% (+0,9% in Italia).

Oltre ad analizzare i dati sulle retribuzioni annue medie e le giornate retribuite nel corso del 2018, la nota curata da ART-ER e dall’Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna, propone un’analisi dei maggiori differenziali retributivi esistenti a livello regionale, utilizzando le recenti stime pubblicate da ISTAT sulla retribuzione oraria.
In Emilia-Romagna, nel 2017, la metà delle posizioni lavorative dipendenti percepiva una retribuzione oraria pari o inferiore a 11,66 euro (valore mediano), superiore a valore nazionale (11,25 euro), quarto valore tra le regioni, in aumento dell’1,0% rispetto al 2014 (+1,7% in Italia).

La retribuzione oraria media, invece, si attestava sui 14,35 euro (+1,3% rispetto al 2014), sesto valore tra le regioni, al di sopra del dato nazionale (14,04 euro). Valori medi più alti caratterizzano la retribuzione oraria dei dirigenti/impiegati, dei lavoratori con titolo di laurea e/o post-laurea, dei lavoratori più maturi; dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato, dei lavoratori uomini e dei lavoratori a tempo pieno.

Considerando tutti i lavoratori dipendenti in regione, nel 2017 si rileva che le retribuzioni dei rapporti meglio retribuiti (nono decile) sono superiori più del doppio (2,5 volte) rispetto a quelle dei rapporti con retribuzione oraria più bassa (primo decile). Tale rapporto è pari a 2,6 volte in Italia. La maggiore variabilità interna si registra in tutte le categorie con retribuzioni orarie più alte, come ad esempio, tra i dirigenti/impiegati, gli over 50 e i laureati.

Viceversa, una maggiore uniformità interna in termini di retribuzione oraria si osserva per le sottopopolazioni con retribuzioni orarie più basse, come nel caso dei lavoratori con contratti a tempo determinato, quelli con qualifica di apprendista, i più giovani o quelli occupati nelle micro imprese con meno di 10 addetti.


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DATA: 18 gennaio 2020

FONTE: ART-ER

TEMA: ECONOMIA E LAVORO

TAGS: LAVORO